martedì 26 novembre 2013

Le spezie in generale aiutano a dimagrire, ho provato anche il curry

5 Spezie Bruciagrassi

Se si vuole perdere peso,
oltre a una regolare attività fisica e a una corretta alimentazione, si può arricchire la propria dieta
di condimenti e spezie brucia-grassi.
Aggiungendo le seguenti spezie ai propri piatti, sarà possibile dimagrire più velocemente e in modo sano.
Cannella
I ricercatori della United States Department of Agriculture hanno dimostrato che anche un solo quarto di cucchiaino (1,40 grammi) di cannella utilizzato per condire gli alimenti favorisce il metabolismo dello zucchero fino a 20 volte di più. Gli zuccheri in eccesso nel sangue possono facilmente portare all’aumento di depositi di grasso. Inoltre, poiché la cannella contribuisce a bilanciare il tasso di glucosio nel sangue, aiuta anche a regolare i livelli di umore e di energia. Inserire questa spezia nella propria dieta è davvero molto facile dato che sta bene sia con i cibi dolci sia con quelli salati.
Peperoncino
Aggiungere un po’ di piccantezza alle proprie ricette non solo contribuisce ad arricchirle di sapore ma anche a dare una bella spinta al nostro metabolismo. La capsaicina è il principio attivo del peperoncino (pepe di Caienna), e aiuta a bruciare i grassi attraverso il processo di termogenesi. In particolare, l’organismo viene spinto a consumare più calorie nel breve periodo che va dal momento dell’assunzione del peperoncino fino a circa 20 minuti dopo.
Cardamomo
Il cardamomo agisce pressappoco allo stesso modo del peperoncino, andando ad aumentare le funzioni metaboliche grazie alla sua azione termogenica. Tale spezia è altresì utile per favorire la digestione aiutando l’organismo a processare meglio gli alimenti.
Curcuma
Questa famosa spezia, impiegata soprattutto nella cucina indiana, rappresenta una delle fonti più alte di beta-carotene, un antiossidante che, oltre a essere il precursore della vitamina A, aiuta a proteggere il fegato dai danni causati dai radicali liberi. La curcuma inoltre contribuisce a metabolizzare i grassi nel corpo riducendo il tasso di grasso accumulato nelle cellule del fegato. La curcuma presenta anche altri vantaggi, in particolare è una delle spezie più indicate per favorire la salute del cervello, e proteggere da malattie come l’Alzheimer e il Parkinson.
Curry
Il curry in realtà è composto da una miscela di spezie tra cui pepe nero, coriandolo, curcuma, cumino, zenzero, cannella e altre. Proprio l’insieme di questi ingredienti combinati tra loro permette di avere un’azione antiossidante, regolatrice dei livelli di glucosio, e termogenica in un unico condimento, che risulta così uno dei più efficaci per dimagrire e perdere peso.

Il Curry Rallenta il Cancro alla Prostata

In realtà non si tratta propriamente del curry, che di per sé è una serie di spezie, una miscela sapientemente dosata, tipica delle cucine indiane, ma è propriamente la curcuma ad avere queste proprietà.
A determinare la nascita e il progresso del tumore alla prostata sono diversi fattori, ma è ormai appurato che questa neoplasia appartenga a quelle ormono dipendenti, perciò i ricercatori credono si tratti di un ormone maschile, in pratica gli androgeni, a determinare la malattia.
Le cellule maligne vedono, nell’azione di alcuni componenti della curcumina, un potente inibitore che le porta prima al rallentamento e poi alla loro completa distruzione. Non solo. La curcumina pare sarà presto adottata come coadiuvante nella cura canonica del cancro alla prostata per potenziare le terapie già in protocollo e diminuire così gli effetti negativi.
Le prove di laboratorio hanno infatti dimostrato che la massa tumorale può essere ridotta drasticamente nell’associazione della curcumina con i farmaci antitumorali.
Associando il tipo di tumore alla prostata, come ormono dipendente agli altri tipi di tumore maligno, femminili come ad esempio quello al seno e alle ovaie, sarà presto possibile creare una serie di farmaci anche per queste patologie, non confinano l’azione della curcumina semplicemente alla prostata.
(fonte www.tantobenessere.com)

Quel curry che fa “campare cent’anni” previene l’Alzheimer e il Parkinson

“Toglie il medico di torno”, “fa campare cent’anni”. Tutti i modi di dire più scontati (per quanto sacrosanti) sulla salute possono essere applicati al curry, la spezia così popolare nella cucina asiatica e ormai altrettanto nota anche da noi. Avete letto bene: mangiare curry fa bene, e tanto, alla salute. Il merito è di una sostanza al suo interno, chiamata curcumino (o curcumina), che ha talmente tante proprietà benefiche per l’organismo da poter essere a buon titolo definita uno scudo a 360° per la nostra salute. Contiene il curcumino, che aiuta a combattere il tumore, a prevenire l’Alzheimer e il Parkinson, a cicatrizzare le ferite e tanto altro.
Aiuta a combattere il tumore
I ricercatori britannici del centro di ricerca sul cancro di Cork hanno dimostrato che il curcumino aiuterebbe tra l’altro a distruggere le cellule cancerogene che provocano il tumore all’esofago, già entro le prime 24 ore dall’assunzione. Una scoperta suffragata da un altro studio, questa volta statunitense, della Johns Hopkins University di New York, secondo cui la combinazione di curcumino e quercetina (un antiossidante contenuto nelle cipolle) riduce le dimensioni e il numero dei polipi colorettali, lesioni precancerose nell´intestino umano. Previene le malattie cardiache In una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Clinical Investigation”, i ricercatori del Toronto General Hospital (Canada) hanno dimostrato come il curcumino abbia effetti benefici sulla salute del cuore, essendo in grado di “spegnere” i geni che potrebbero essere la causa dell’insorgenza di scompensi cardiaci.
Difende il cervello da Alzheimer e Parkinson
Il curcumino contribuisce a proteggere il cervello dalle demenze come l’Alzheimer e il Parkinson. La chiave sarebbe nella sua capacità di prevenire la diffusione delle placche di proteine amiloidi che, insieme ai grovigli di fibre nervose, sono la causa, stando alle conoscenze attuali, della demenza. Secondo il professor Murali Doraiswamy, della Duke University in North Carolina (Usa), mangiare piatti a base di curry 1-2 volte la settimana abbassa il rischio di demenza. Ma la comunità scientifica non è del tutto d’accordo con Doraiswamy. Rebecca Wood, dell’Alzheimer’s Research Trust britannico, fa notare che “occorrerebbe mangiare molto curry, oltre 100 grammi di curcuma, per assumere una dose clinicamente rilevante di curcumina”. Tuttavia la dottoressa Susanne Sorensen, dell’Alzheimer´s Society britannica, ammette: “Le popolazioni indiane, che mangiano la curcuma regolarmente, hanno un’incidenza particolarmente bassa di Alzheimer e il motivo non ci è ancora noto. Siamo perciò interessati a esplorare i potenziali benefici della curcumina e stiamo conducendo anche noi ricerche in questa direzione”.
La ricerca scientifica, insomma, procede. La capacità di prevenire le malattie neurodegenerative sono state provate anche da uno studio italo-americano, condotto dagli scienziati dell’Istituto di Scienze neurologiche del Cnr di Catania in collaborazione con il Rockfeller Neuroscience Institute di Washington.
All’ultimo congresso dell’American Stroke Association, poi, si è parlato di una nuova scoperta del dottor Paul Lapchak del Cedars-Sinai di Los Angeles: una sostanza derivata dalla curcuma – chiamata NBC-001 – capace di proteggere le cellule cerebrali, contribuendo a rigenerare i tessuti danneggiati dopo un ictus. Il suo punto forte sta nel fatto che, mentre la curcuma non è ben assorbita dal corpo, si diluisce troppo in fretta e viene fermata da una barriera naturale che impedisce a sostanze considerate “estranee” di arrivare al cervello, la NBC-001 non presenta nessuno di questi problemi.
Fa cicatrizzare prima le ferite
Una caratteristica del curcumino è anche il grande contenuto di antiossidanti. Questo significa che può favorire la cicatrizzazione delle ferite, come spiega il dottor Toan-Thang Phan del General Hospital di Singapore, “rigenerando le cellule epiteliali sottoposte allo stress di una radiazione da radioterapia, per esempio, bloccando quindi la propagazione dei danni alla pelle circostante.

CURRY: POTENTI EFFETTI SULLA SALUTE

Il curry avrebbe proprietà benefiche sulla salute degli individui che ne fanno uso, contribuendo a prevenire diverse malattie.
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation ha reso noto che il curcumino possiede effetti benefici sulla salute del cuore, nella prevenzione di infarti e scompensi cardiaci grazie alla sua azione antiossidante ed anti-infiammatoria. Ma gli effetti sono molteplici.
Il curcumino (o curcumina) è un polifenolo responsabile del colore giallo di questa spezia così amata dalla cucina dell’Asia e costituirebbe un alleato prezioso per una lunga vita.
La ricerca effettuata presso l’University of Pennsylvania ha confermato che cucinare con il curry apporterebbe notevoli benefici non solo al cuore, ma anche nella lotta contro il cancro, proprio come era stato già scoperto per l’ aglio, il peperoncino, lo zafferano e lo zenzero.
Il curcumino riuscirebbe infatti a rigenerare i tessuti, contribuendo a favorire l’elasticità epidermica. Inoltre, nella lunga lista delle proprietà benefiche, sono annoverati anche effetti sulle reumatiti, sulla fibrosi cistica, psoriasi,pancreatite, sulle infiammazioni e sulle malattie degenerative, come Alzheimer e Parkinson, poiché riuscirebbe a prevenire l’ accumulo e la diffusione delle placche di proteine amiloidi, tra i motivi dell’ insorgenza della malattia.

Quanto sarebbe meglio mangiarne?

Secondo il professor Murali Doraiswamy della Duke University in North Carolina (Usa) dovremmo mangiare piatti a base di curry circa 1-2 volte la settimana. Ma non tutti concordano con questi quantitativi. Rebecca Wood dell’Alzheimer’s Research Trust britannico ha dichiarato che bisognerebbe mangiare molto curry, oltre 100 grammi di curcuma, per assumere una dose clinicamente significativa.
Il dibattito è aperto e si richiede una certa cautela nel trasporre i risultati ottenuti sugli animali all’uomo. Di certo vi sono le ricerche che riportano come le popolazioni indiane mostrano un’incidenza particolarmente bassa della malattia diAlzheimer.
Oggi il curry è tra le spezie tra le più utilizzate nella cucina asiatica, ma sta sempre più prendendo piede anche sulle nostre tavole.
Ciò consentirà di unire ai profumi dei piatti tradizionali italiani una nota in più…al sapore della salute.

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