giovedì 26 dicembre 2013

I benefici delle gomme da masticare

giovedì 31 gennaio 2008

Chewing gum: Mastica che ti passa...

Quanti di noi non hanno mai masticato dosi massicce di chewing gum? Eppure il principale pensiero durante la masticazione della "cicca" è stato sempre quello della possibile perdita delle "otturazioni dentali" e via discorrendo... Le principali pubblicità oggigiorno indicano diverse proprietà benefiche nel chewing gum e, malgrado lo scetticismo generale, si tratta di dati studiati e confermati dai principali laboratori mondiali. Che ci si voglia credere o no il Chewing gum ha capacità benefiche nei confronti dei soggetti che sono atti a masticarlo. Vediamole in ordine:

1) I benefici sull'igene orale

Si tratta degli unici benefici certi e come tali considerati anche dalla maggior parte dei consumatori. Derivano essenzialmente dalla presenza dello Xilitolo sostanza comunemente presente in natura in pere e fragole per esempio.
Tra questi benefici vanno annoverati:

Alito più fresco e più a lungo;

Igiene diretta del cavo orale (Infatti, la masticazione, stimolando la secrezione di saliva, ha un'azione detergente nonché di mantenimento del livello del pH all'interno della bocca. Inoltre, l'accresciuto flusso salivale rimuove i residui di cibo);
Azione antiplacca (mediante l'azione di ingredienti specifici quali enzimi e bicarbonato);
Effetto balsamico (è quello di più recente scoperta grazie all'aggiunta di ingredienti quali mentolo ed eucaliptolo. I suddetti ingredienti rilasciano vapori balsamici gradualmente e per un lungo periodo di tempo, ma in tal senso si suppone anche che questo possa causare il riglusso esofageo causando bruciore alal gola);
Azione anti-otite (la presenza dello Xilitolo contrasta la crescita di batteri responsabili dell'otite e non solo. Tra questi è annoverato lo streptococcus pneumoniae, che può causare, oltre all'otite, anche meningiti, polmoniti, sinusiti. Un gruppo di ricercatori finlandesi ha dimostrato che masticare chewing gum contenente xilitolo per due mesi, per almeno cinque minuti dopo ogni pasto, poteva ridurre del 40% la ricorrenza dell'otite, e del 36% la necessità di antibiotici, rispetto al gruppo di controllo che non ne faceva uso);
2) Vettore per i nuovi farmaci

Rappresenta una nuova forma farmaceutica che risponde appieno alle richeste di "compliance" del paziente in quanto sicuramente più gradevole dell'assunzione di una compressa o di uno sciroppo. Il principio attivo contenuto della "cicca", una volta che questa è stata masticata, viene assorbito dalla mucosa orale e distribuito nel sistema circolatorio mediante i vasi sanguigni presenti nella stessa mucosa.

3) Rafforzamento della memoria

Il chewing gum aiuta a migliorare anche le capacità cognitive e soprattutto la memoria a lungo termine. La notizia proviene dall'Università di Northumbria (UK) ove uno studio condotto da Andrew Scholey ha dimostrato che il chewing gum promuove un incremento del 35% della capacità di memorizzare. L'esperimento è stato condotto su un campione di 25 persone divise in tre gruppi:il primo aveva masticato gomma ininterrottamente per 25 minuti, il secondo aveva mimato il gesto senza aver niente in bocca, il terzo era rimasto seduto senza far niente.
I primi hanno dimostrato una capacità di memorizzare superiore del 35%, cui corrispondeva anche una maggiore frequenza cardiaca. Potrebbe essere quest'ultima la chiave: il battito cardiaco più frequente porta al cervello sangue più ossigenato e ricco di nutrienti, che fornisce un ottimo carburante alle cellule nervose. La spiegazione però è ipotetica e le ragioni potrebbero essere altrove. Per esempio, nel fatto che la masticazione stimola la produzione dell'insulina, la sostanza che attiva l'ippocampo, ossia la struttura cerebrale deputata - fra l'altro - all'archivio delle informazioni in entrata.

4) "Inceneritore" di calorie
James Levine, ricercatore americano della Mayo Clinic, dopo aver scoperto che i ruminanti bruciano circa il 20% dell'introito calorico proprio nella masticazione ha deciso di condurre uno studio su sette volontari, di peso normale e senza problemi particolari di salute, che hanno masticato chewing gum seguendo il ritmo dettato da un metronomo, pari a 100 masticate al minuto, per 12 minuti. Il risultato: anche il metabolismo umano aumenta del 20%, per un consumo di 11 calorie all'ora. Ovvero, si bruciano fino a 5 chili se ogni giorno ci concediamo 6 gomme...
5) Antistress

La masticazione dei chewing gum ha per molte persone un effetto rilassante. paragonabile a quello ottenuto dall'utizzo delle altrettanto comuni palline antistress..

6) "Soldato contro la sigaretta..."
Tale effetto benefico si crede essere associato ad una componente psicologica tale che la masticazione in se riesca ad indurre una diminuzione mella sensazione d'astinenza da sigaretta.

7) Ridurre l'acidità di stomaco

Avete mai sentito un forte bruciore di stomaco? Chiunque nella propria vita ha provato questa sgradevolissima sensazione, e, come chiunque altro, il rimedio che si è sempre adottato è stata l'assunzione di bicarbonato di sodio o qualisasi altro anti-acido. Studi americani condotti su un ampio campione di pazienti da alcuni gastroenterologi della Nebraska University hanno dimostrato che il chewing gum aiuta a mantenere basso il livello di acidità dello stomaco. Infatti, somministrando la "cicca" senza zucchero per 30 minuti a soggetti che in precedenza avevano assunto alimenti causanti riflussi gastro-esofagei, si è notato che la quantità di acido presente nel loro stomaco era nettamente inferiore rispetto a quella di pazienti che invece non avevano masticato il chewing gum

Non va però inteso che la masticazione delle chewing gum porti solo dei benefici.. Anzi... Il suo uso (alle volte se proluganto) comporta l'insorgenza di diversi disturbi quali:
• Affaticamento dell’articolazione della bocca
Per evitare è necessario non masticare più di due o tre chewing-gum al giorno e ai bambini è consigliato solo dopo i 4-5 anni".
• Stimola l'appetito
• disturbi intestinali: dolcificanti artificiali come l’aspartame e, allo stesso modo, la presenza di ponti di fenilalanina può causare effetto lassativo (ma questo è riportato in ogni confezione di Chewing gum)
• mal di testa
• aumento di peso
le gomme zuccherate perdono presto il sapore dolce e così invogliano a masticarne ancora, con il risultato di incassare un gran numero di calorie: 100 g (tre pacchetti circa) contengono 263 calorie, l’equivalente di un cono gelato alla crema!
Conclusioni


Buona parte dei benefici quì descritti sembrerebbero invogliare l'assunzione di chewing gum, ma, come quasiasi sostanza introdotta nel nostro corpo, non è affatto consigliabile un abuso. E' però oltremodo interessante il suo impiego in ambito farmaceutico tanto da renderla oggetto di numerosi studi da parte dei Tecnologi farmaceutici.

In altre parole, parafrasando lo spot di un'importante azienda produttrice di bevande alcoliche:

"Assumete chewing gum responsabilmente".



1 commento:

  1. il mio nutrizionista mi ha sempre consigliato di non assumere più di 2 cicche al giorno.. ma allora fanno ingrassare anche quelle senza zucchero?
    Rispondi
"Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Anzi, considerata la stupidità della maggioranza degli uomini, è più probabile che un'opinione diffusa sia cretina anziché sensata". Bertrand Russell.

venerdì 20 dicembre 2013

Mangiare o bere succo di pompelmo prima dei pasti aiuta a dimagrire ecco l'articolo

Pompelmo
A caccia di trucchi per dimagrire? Grazie a determinati alimenti, è possibile stimolare la perdita di peso. Oggi parleremo del pompelmo e delle sue favolose proprietà benefiche.
Pompelmo e succo di pompelmo  – Effetti benefici

Stando ad una ricerca eseguita di recente dagli scienziati della Scripps Clinic di San Diego negli Stati Uniti, per ottenere un dimagrimento significativo, non è obbligatorio eseguire una dieta a base di pompelmo, ma è sufficiente consumare il frutto o il succo di pompelmo prima di ogni pasto. I soggetti che hanno partecipato allo studio, infatti, sono riusciti a smaltire 4 kg in 3 mesi senza cambiare le proprie abitudini alimentari, ma semplicemente mangiando un pompelmo o bevendone il succo prima di mettersi a tavola.
In caso di pranzo particolarmente abbondante o metabolismo particolarmente lento, il pompelmo può essere consumato anche a fine pasto. Questo frutto è dunque l’ideale per velocizzare il metabolismo e si pone come un formidabile brucia grassi, sarebbe però bene associarlo al tè nero e al tè verde e ad una dieta non troppo ricca di proteine (da evitare le uova sode).
Al di là della perdita peso, questo fantastico frutto va ad abbassare il livello dell’insulina, finendo col ridurre il rischio di contrarre il diabete o essere colpiti da un ictus. Il controllo dell’insulina è fondamentale per ridurre il grasso presente nel corpo, visto che la presenza di livelli elevati causa accumuli adiposi e va a stimolare l’appetito.
Frutta e verdura
Ricordatevi di mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, in modo da fare il pieno di vitamine e minerali, accompagnando il pompelmo ad altri frutti.
Avvertenze
Chi segue una cura a base di farmaci, farebbe bene a consultare il proprio medico prima di integrare il pompelmo o il suo succo in modo massiccio nella propria dieta. E’ necessario essere prudenti in questi casi, visto che questo frutto può andare ad interagire con dei farmaci, causando effetti collaterali estremamente nocivi.
Conclusioni
Se non avete particolari problematiche di salute e desiderate perdere peso in modo rapido, il pompelmo può rappresentare un prezioso alleato per la vostra dieta.

venerdì 6 dicembre 2013

Ieri ho sgarrato dal nervosismo

Ma reagendo oggi sto tornando a perdere peso. Adesso il mio peso dopo una nottata insonne è 80,5 kg.

mercoledì 4 dicembre 2013

Sulla base di questo calcolo ecco il mio range

Parte da 114 battiti al minuto a 132 battiti al minuto. Questa è la mia soglia cardiaca di dimagrimento.

Altro calcolo della soglia cardiaca per ottenere il dimagrimento

Il battito cardiaco

Per valutare il grado di allenamento aerobico a cui è sottoposto un individuo durante la lezione di aerobica ci serviamo di un unico parametro: il battito cardiaco.
La frequenza delle pulsazioni cardiache a riposo di un individuo varia dai 65 ai 75 battiti al minuto a seconda del sesso; solitamente la donna ha un valore più alto, con l'avanzare degli anni la frequenza cardiaca aumenta.
Battito cardiacoIl parametro su cui misuriamo le nostre capacità aerobiche è dato dalle pulsazioni cardiache in un minuto: con questo dato noi siamo in grado di individuare la zona di allenamento aerobico su cui stiamo lavorando. Per rilevare quindi il battito cardiaco è necessario individuare le arterie che si ascoltano con più facilità, precisamente l'arteria carotidea e l'arteria radiale (quella del polso). Qui si appoggiano il polpastrelli del dito indice e medio esercitando una leggera pressione.
Trovata la pulsazione si contano i battiti cardiaci per 10 secondi, poi questo valore si moltiplica per 6 ottenendo così i battiti al minuto.
Fin qui sembra tutto elementare, ma vi assicuro che non è così. Ho fatto questa premessa perché troppo spesso le persone fanno allenamenti stancanti, perché probabilmente credono di ottenere risultati migliori, ma per avere il fenomeno "dimagrimento " è sufficiente lavorare ad una frequenza cardiaca compresa tra il 65% e il 75%.
I valori sono ricavati da una semplice formula che è stata applicata dal Dott. Kenneth Cooper.
Il punto di partenza è di 220 battiti per minuto (i famosi b.p.m.) che corrisponde alla soglia massima raggiungibile dalle pulsazioni cardiache di un soggetto sano; quindi viene sottratto a questo valore l'età del soggetto esaminato, ottenendo così la frequenza cardiaca massima (f.c.m.) del soggetto stesso.
Da questo valore ottenuto si calcola il 65% che starà ad indicare la soglia dei battiti cardiaci in cui un soggetto principiante deve iniziare il lavoro aerobico. Calcolando il 75% si otterrà la soglia limite del lavoro aerobico delineando così i margini di allenamento.
Esempio: soggetto di 30 anni
220 - 30 = 190 (f.c.m. del soggetto)
60% di 190 = 114 b.p.m. (soglia di inizio)
80% di 190 = 152 b.p.m. (soglia limite)
Consiglio vivamente per soggetti allenati di non superare il 75% della propria frequenza cardiaca, per un principiante cominciare dal 60%, per poi aumentare gradualmente.
Usate il cardiofrequenzimetro quindi... non vorrete far scoppiare il vostro cuore inutilmente
:-)


Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/frequenza-cardiaca/battito-cardiaco.html

lunedì 2 dicembre 2013

domenica 1 dicembre 2013

Ecco il range di frequenza cardiaca in cui mi alleno io

Per dimagrire cerco di stare dai 106 a 123 battiti al minuto, con un allenamento su tapis roulant di 30 minuti a digiuno di 2 ore.

Per dimagrire si fa allenamento a digiuno di due ore alla giusta frequenza cardiaca

Calcolo della Frequenza Cardiaca per l'Allenamento

Allenamento e alimentazione sono strettamente collegati, infatti se non ci si alimenta correttamente non si ottengono i massimi benefici dall'allenamento e viceversa.

Esistono però troppi dubbi e falsi miti sui tipi di allenamento che permettono di dimagrire e bruciare grassi: c'è chi dice che per dimagrire bisogna sudare, oppure che l'attività più efficace per dimagrire sia la corsa, altre volte per dimagrire si consiglia genericamente la "camminata a passo svelto".
Il discorso non è così semplice, sull'allenamento e i suoi effetti incidono molteplici fattori che cambiano da soggetto a soggetto, che si modificano in base all'età, al sesso, alla costituzione corporea e al grado di allenamento della persona.
Tutti questi fattori vanno ad incidere sulla frequenza cardiaca che il soggetto raggiunge durante determinate attività. Dai valori di frequenza cardiaca dipende l'attivazione di meccanismi metabolici diversi, che permettono di raggiungere obiettivi diversi.

Per ottenere un consumo efficiente di grassi (che si riflette con il tempo nella perdita di massa grassa) bisogna allenarsi a frequenze cardiache intermedie per un tempo che vada dai 30 minuti in su.

A frequenze cardiache un po' più elevate è possibile praticare un allenamento cardiovascolare, ossia quel tipo di allenamento che se praticato con costanza consente di migliorare le prestazioni del cuore e dei polmoni.

Per misurare la frequenza cardiaca durante l'allenamento (tappeto, corsa, cyclette) è sufficiente disporre di un cardiofrequenzimetro.

Di seguito troverete un applicazione che permette di calcolare gli intervalli di FC corrispondenti a diversi tipi di allenamento. Quest'applicazione è basata su equazioni predittive della frequenza cardiaca massima che un soggetto può raggiungere.