domenica 19 gennaio 2014

La mandorle calmano la fame

I dieci alimenti inibitori della fame

Se tra un pasto e l'altro continui ad avere appetito, forse dovresti cambiare menù: ecco la top dei cibi più sazianti

I dieci alimenti inibitori della fame - Se tra un pasto e l'altro continui ad avere appetito, forse dovresti cambiare menù: ecco la top dei cibi più sazianti
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E' inutile imporsi di dimagrire mangiando 50 gr di pasta a pranzo, se poi trascorrete il pomeriggio in attesa della cena, con uno sguardo famelico. Fare uno spuntino leggero tra i pasti può aiutarci a controllare il senso di fame, così come consumare alimenti particolarmente sazianti, che inibiscono l'appetito. Ecco la top:
Le mandorle: quando non ce la fai più, mangiane una manciata; dopo mezz'ora circa ti dovrebbe passare la fame.

I fiocchi d'avena: facci colazione, perchè ricca di fibre, che gonfiano lo stomaco e danno un'apparenza di sazietà molto velocemente.

Zuppa: inaugura i pasti principali con una bella zuppa. Ricche di liquidi caldi che calmano l'appetito, in generale sono povere di grassi.

Salmone: un trancio, grigliato, a pranzo. I lipidi che contiene (grassi buoni) ti terranno a bada per ore.

Wasabi: gli alimenti piccanti aiutano a diminuire la fame. Abbina quindi la micidiale salsa verde al tuo salmone.

Acqua:
bevine moltissima, almeno due litri al giorno. Spesso hai più sete che fame.

Caffè:
senza eccedere nel suo consumo,sappi che inibisce l'appetito. Inoltre, regala la sensazione di "chiusura" del pasto, impedendoti di continuare a mangiare.

I semi di lino: da aggiungere allo yoghurt, per fornire al tuo organismo gli acidi grassi essenziali. E avere meno fame.

Le mele: sgranocchiarle a metà pomeriggio o metà mattinata ci permette di resistere un paio d'ore, a costo di pochissime calorie, e denti bianchi.

Il cioccolato fondente: a sorpresa, c'è anche lui! Contiene infatti acido sterico, che fa passare la voglia di nutrirsi Un quadrotto eh, non di più!

sabato 11 gennaio 2014

Rispettare gli orari per dimagrire

Per dimagrire è importate mangiare in orario

di 
Pubblicato il: 30-01-2013
Sanihelp.it - In molti sono convinti che per dimagrire basta (si fa per dire) diminuire l'apporto calorico e aumentare il dispendio energetico: uno studio condotto presso il Brigham and Women's Hospital in collaborazione con l'università della Murcia e con la Tufts University ha sottolineato come, nel calo ponderale, giochi un ruolo fondamentale l'orario dei pasti. 

Gli autori dello studio hanno monitorato 420 pazienti in sovrappeso che si sono sottoposti ad un programma di dimagrimento della durata di 20 settimane.
I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi a seconda che facessero d'abitudine il pasto principale, ovvero il pranzo prima delle 15 o addirittura dopo le 15. 
è emerso che le persone abituate a mangiare dopo le 15 sono state quelle che sono riuscite a perdere meno peso e comunque il loro peso è sceso  più lentamente rispetto alle persone abituate a pranzare prima.

Le persone abituate a mangiare dopo le tre non trovano alcun giovamento nel frazionare i pasti in 5 momenti poiché mangiando alle tre anche gli orari degli spuntini risultano completamente sballati. 
Un programma dietetico che si rispetti, quindi, fra le tante variabili dovrebbe tener conto anche degli orari dei pasti

mercoledì 8 gennaio 2014

Ecco le ultime bufale

ROMA Quest'anno il protagonista è il caffè verde, alimento pubblicizzato come «potente brucia grassi». Ma sono molti gli aiuti di moda che, di volta in volta, focalizzano l'attenzione dei aptiti della dieta: le bacche di acai, il gambo di ananas, estratti di frutti esotici o più casalinghe diete monotematiche: da quelle del limone a quella del minestrone fino alla banana o le sempreverdi iperproteiche. 
E' questo il periodo d'oro delle bufale dimagranti. Chimere che, però, non rappresentanola soluzione ideale per ritrovare e mantenere la forma fisica. «A perdere peso in genere è il portafogli e non mancano i rischi per la salute», avverte il nutrizionista Giorgio calabrese dell'università di Alessandria.

Per dimagrire realmente, spiega l'esperto, «serve perdere grasso, mentra nella maggior parte dei casi con qeuste sostanze ciò non accade».«Chi usa i diuretici perde acqua, chi usa le diete iperproteiche perde massa muscolare e acqua, così come chi punta su un'alimentazione monotematica». Il segreto per ridurre il grasso, invece, «è mangiare un po' di tutto, in quantità minori ovviamente. Se noi vogliamo davvero dimagrire - aggiunge Calabrese - dobbiamo raggiungere un giusto rapporto tra zuccheri e grassi introdotti».

Non esistono cibi miracolosi in grado di far scendere l'ago della bilancia, avverte il nutrizionista. «Diete che puntano su un solo alimento, su una sostanza o su una riduzione esagerata di nutrienti sono sbagliate. Tutti gli aiuti naturali propostipartono da principi della fitoterapia. La maggior parte sono a base di carciofo, cumino, finocchio, tarassaco. Si tratta di sostanze che possono anche far notare una riduzione di peso della bilancia, perché permettono di perdere acqua, ma non si è effettivamente dimagriti. E i chili tornono rapidamente»

martedì 7 gennaio 2014

Dormire dopo aver mangiato molti carboidrati fa ingrassare

Chi dorme tanto non ingrassa

Dormire bene e per molte ore contribuisce a mantenersi in forma e persino a perdere peso tanto che esiste anche una dieta per smaltire chili durante il riposo notturno.
Mai rinunciare al “beauty sleep”, il sonno di bellezza, prima di una giornata importante. Ma riposare non distende solo i tratti del viso. Una bella dormita di almeno sette ore ogni notte allontana il rischio di obesità.
Lo sostiene un’indagine condotta tra 10.000 americani: le probabilità di ingrassare, infatti, aumentano del 60% tra coloro che dormono cinque ore per notte rispetto a chi ne dorme sette.

Come si spiega?

Il sistema neuroendocrino che regola il sonno ha punti di contatto con quello regolatore dell’appetito. E chi soffre di insonnia produce maggiore grelina, l’ormone che segnala al cervello la fame e minori quantità di leptina, l’ormone che, al contrario, è responsabile del senso di sazietà.
Insomma, la notte in bianco favorisce l’abitudine allo spuntino, con conseguenze pesanti per la linea, quantificabili in 200 calorie extra ogni volta che si fanno le ore piccole.
È noto, inoltre, che le persone in forte sovrappeso hanno una peggiore qualità del sonno in quanto più esposte a disturbi respiratori e cardiocircolatori. Meno sonno, più fame, più ciccia: un circolo vizioso da stroncare al più presto.
Inoltre, il cibo assunto di notte agisce in modo sfavorevole all’attivazione dell’insulina, l’ormone che stimola l'uso del glucosio per la produzione di energia. Con il risultato che gli alimenti sono trasformati in grasso anziché in energia.

L’arte di riposare

Come dimagrire, allora, sfruttando le nuove scoperte della biologia del sonno?
  • È buona norma andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, weekend compresi.
  • Dormire tra le sette e le nove ore: è questo il tempo considerato ideale affinché l’organismo consumi i grassi in modo corretto.
  • I pisolini pomeridiani non valgono, anzi, possono disturbare il metabolismo.
  • Riposare bene è un’arte: silenzio, oscurità e una stanza ben areata favoriscono l’abbandono tra le braccia di Morfeo e il buon funzionamento dell’ipofisi, la ghiandola che rilascia la melatonina, l’ormone del sonno.
Imparare a dormire può, quindi, rivelarsi l’idea perfetta per chi non ama sudare in palestra, come hanno scoperto Mike e Stuart McInnes, ideatori della Hibernation Diet.
Non si tratta di ibernarsi in attesa che i grassi si sciolgano, bensì di un semplice regime alimentare che consenta al metabolismo una certa accelerazione naturale durante il riposo.
Secondo i due ricercatori è possibile consumare circa 600 calorie durante le prime 4 ore di sonno e 120 per ogni ora successiva: 1.080 calorie in meno con una comoda dormita di otto ore.

Le regole per dimagrire dormendo

Pochi carboidrati, meglio se integrali o comunque non raffinati, verdura, frutta, carni bianche e pesce. Ecco gli alimenti principali della dieta.
Fondamentale lo snack preserale che predispone il fegato a recepire la cena: un frutto, per esempio banana, e due fette biscottare con una sottile fetta di formaggio magro.
La cena è leggera, a base di minestre di verdure, un contorno altrettanto verde, carne o pesce alla griglia senza condimenti e un frutto.
Un paio d’ore dopo aver mangiato, fare una breve passeggiata oppure, se il tempo o il luogo non lo consentono, qualche semplice esercizio fisico casalingo non aerobico.
Prima di andare a nanna, un paio di cucchiaini di miele aiuteranno a mantenere la glicemia stabile durante il digiuno notturno. Ricordate però di lavarvi i denti: i grassi magari se ne vanno ma gli zuccheri continuano a lavorare.
Per non ingrassare, dunque, è importante dormire bene, sette-otto ore filate senza interruzioni.
Siete insonni? Se il vostro stato dura da un mese o più è consigliabile rivolgersi al medico per una diagnosi precisa poiché dormire poco o male potrebbe avere cause diverse: dall’ansia, che colpisce il 25% degli insonni, a disturbi fisici quali la sindrome delle gambe senza riposo o le apnee notturne.
Shamiran Zadnich