domenica 2 febbraio 2014

Antimonium crudum omeopatia per la fame guarire dalla fame nervosa



Quando gli attacchi di fame improvvisa, rischiano di mandare all’aria una dieta rigorosa….
Francesca Spanò

Chiunque, almeno una volta nella vita, ha scelto o è stato costretto a mettersi a dieta e, quindi, sa quanto è difficile mantenersi fermi sui propositi di non abbuffarsi di tutto quello che si trova nel frigorifero. Ma è pur vero che, per un attimo di debolezza, non è il caso di mandare all’aria mesi di sforzi e allora bisogna imparare a resistere. I mini attacchi di panico, di solito, sono forme compensative di stati d’animo particolari; infatti, chi si sente triste o ha un problema, quasi sempre, si rifugia nel cibo. La natura psicologica di queste tentazioni non deve, comunque, invitare a cedere e a iniziare a mangiare di tutto. Quando si comincia a mangiare di meno, le intenzioni sono buone e i primi giorni tutto fila liscio, il problema è dopo, quando il corpo è già indebolito dalle nuove abitudini alimentari.

Spesso gli attacchi di fame, si possono combattere ad armi pari, con i rimedi naturali, che si trovano facilmente in farmacia o nelle erboristerie specializzate, senza svuotare necessariamente il portafoglio per comprarli. Bastano poche gocce o granuli, a seconda del tipo di trattamento scelto e la fame sparisce o, almeno, non arriva così improvvisa e potente. Prima di fare un acquisto del genere, però, è necessario stabilire se la fame è reale, o se si tratta invece, di un appetito dettato solo dal fatto di essere consapevoli di non potere mangiare quando si vuole.

Sembra strano a dirsi, ma esistono tanti tipi di fame: c’è quella di coccole, ad esempio, o quella bulimica o ancora, quella vorace e quella nervosa.

Quando si soffre di frustrazioni di natura affettiva, i fiori di Bach appaiono come il rimedio più indicato. Questi ultimi, infatti, agiscono sulle emozioni e le modificano in senso positivo. Un esperto potrà aiutare chi ne ha bisogno a scegliere quello giusto o, in alternativa, a creare un mix capace di risolvere il disturbo.

La fame bulimica, invece, si verifica quando si viene assaliti da un languorino irresistibile e ci si abbuffa, fino a scoppiare, iniziando poi a sentirsi in colpa per l’errore commesso. In questo caso, si consiglia un rimedio omeopatico, come l’anacardium orientalis alla 30 CH. Bastano cinque granuli sotto la lingua prima dei pasti e il gioco è fatto.

Anche per la fame nervosa, viene in aiuto l’omeopatia con l’ignatia amara alla 9 CH; così anche chi mangia senza appetito, tanto per fare qualcosa, imparerà a dedicarsi ad altro. I fiori di Bach, sono altrettanto utili e, in questo caso, si può scegliere il noto Agrimony.

La fame vorace, costringe, chi ne soffre, a mangiare tutto al volo, come se si trattasse del semplice assaggino casuale. In questo caso però, non si manifesta alcun pentimento ed ecco perché è considerata molto diversa da quella bulimica. Il rimedio omeopatico giusto per tale problema, è l’antimonium crudum alla 30 CH. Basta metterne due o tre granuli sotto la lingua al mattino appena svegli, per tre settimane. Successivamente, l’operazione andrà ripetuta solo una volta a settimana.

Per qualunque altro tipo di fame, infine, è consigliabile assumere 5 compresse di glucomannano. Si tratta di una proteina che nello stomaco si gonfia e sazia, inducendo il soggetto ad evitare altro cibo.
 
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1 commento:

  1. salve ,potrei avere una tua email ? vorrei sapere se questa terapia omeopatica è davvero valida .grzie

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